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IN QUESTO NUMERO Pax Christi ai parlamentari: non votate la missione militare in Iraq
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FEBBRAIO 2004 C COME CHIESA I
criteri della chiesa sono chiamati a contarsi continuamente con
quelli vissuti dalla persona di Cristo. La sua logica non può essere messa
da parte nei momenti più critici, come se la logica dei potenti fosse in
questi casi più saggia e più realistica di quella evangelica. Dopo i
fatti di Nassiriya, le prese di posizione della chiesa italiana, o almeno
del suo più autorevole rappresentante, costituiscono un esempio tipico di
"religione civile", una religione che, mentre da una parte
si accomuna all'emozione del
momento, dall'altra dà un avallo alle scelte dei potenti di turno. Il richiamo al Vangelo viene a risultare irrisorio e ha un che di blasfemo: noi continueremo a combattere i terroristi a fianco degli Usa, ma "non li odieremo". Si dimentica che, nel Vangelo, l'amore al nemico non è un "sentimento", ma è un comportamento concreto; che Gesù ha chiaramente espresso con la sua vita e la sua morte: è "dare la vita" anche per il nemico. Questo "perdono di Dio", con la sua forza che ci rende possibile fidarci davvero della sua logica. Questo
ci saremmo aspettati dai responsabili delle
nostre chiese. Questa è la luce che da loro ci aspettiamo. MEO Elia (direttore di "Missione Oggi" mensile dei padri Saveriani)
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